giovedì 14 dicembre 2017

Viaggio Multimodale nei Vizi Capitali (3/7): Avarizia

"L'avidità ti lascerà sempre insoddisfatto, perché non sarai mai in grado di ottenere tutto quello che desideri. L'avidità non ti permette mai di pensare di avere a sufficienza; ti distrugge facendoti impegnare per avere sempre di più." (Rabbi Benjamin Blech)

La superbia è brutta, ma l'avarizia è spregevole. L'avaro è quell'individuo che non riesce a comprendere quale piacere sia il condividere e che rendere felici gli altri rende felici anche se stessi; al contrario è una persona triste e paurosa: triste perché l'unica cosa a cui riesce a pensare è ciò che non possiede; pauroso perché la sua è la paura di perdere ciò che gli appartiene. Magari per riceverne in cambio cose che non possono essere infilate in tasca... come l'affetto delle altre persone. Attenzione però che l'avarizia non significa unicamente avere il braccino corto, ma anche il tenere per sé informazioni utili, e quindi preziose, come anche il cercare di trovare un guadagno personale in ogni cosa si faccia.
Il demone dell'avarizia è Mammona e l'animale che rappresenta questo vizio è il lupo; la virtù che le si contrappone è la moderazione.

domenica 10 dicembre 2017

Viaggio Multimodale nei Vizi Capitali (2/7): Superbia

"La gente è superba soltanto quando ha qualcosa da perdere, e umile quando ha qualcosa da guadagnare." (Henry James)

Diceva bene Henry James, ma bisogna anche dire che viveva in altri tempi. Infatti molto spesso è superbo anche chi ha poco o nulla: basti pensare a quelli che oggi, in virtù di un giro sulla rete, si sentono esperti dei più svariati argomenti, andando poi a veicolarli in forma corrotta, se non addirittura volutamente erronea, e persino a presentarsi e a discuterne da pari con chi quegli argomenti li ha studiati sul serio e ne ha fatto la ragione del proprio lavoro. A questo proposito l'effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva in cui degli individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità o conoscenze, ritenendosi (ovviamente a torto) esperti della materia di cui discorrono, senza nemmeno rendersi conto della propria inadeguatezza in quel campo del sapere.
Il demone della superbia è Lucifero e l'animale che rappresenta questo vizio è il leone; la virtù che le si contrappone è l'umiltà.

mercoledì 6 dicembre 2017

Viaggio Multimodale nei Vizi Capitali (1/7): Ira

"L'ira può sopraffarvi e distruggere in voi l'incentivo ad agire. Tutte le volte che vi lasciate vincere dalla collera, riflettete su come sono andate le cose. Qualcuno vi ha trascurato o criticato. Perché la cosa dovrebbe darvi tanto fastidio? Dovete per forza dipendere dalle opinioni altrui? Non sarete stati voi stessi a permettere che altre persone vi imponessero le loro aspettative o controllassero il vostro comportamento?" (Ari Kiev)

La neuropsicologia parla di tre tipi di rabbia: una rabbia calda, distruttiva, che determina la risposta di attacco; una rabbia fredda, astuta, prevalentemente correlata al comportamento predatorio; infine una terza legata alla dominanza maschile. Non c'è niente di sbagliato a essere arrabbiati, perché questa emozione serve a renderci evidenti della presenza di un problema e prepara il corpo ad affrontarlo fisicamente: infatti, a meno di una psicopatologia, la rabbia non è mai ingiustificata, ovvero c'è sempre un motivo per cui si è arrabbiati. Piuttosto è la validità o meno del motivo che è un altro paio di maniche... Perché l'importante, come con ogni emozione, è infatti di saperla gestire; altrimenti diviene ira, una rabbia incontrollata e ingiustificata.
Il demone dell'ira è Satana e l'animale che rappresenta questo vizio è il leopardo; la virtù che le si contrappone è la pazienza.

domenica 3 dicembre 2017

Docente Ramingo

"Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia, l'epoca della fede e l'epoca dell'incredulità, il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l'inverno della disperazione." (Charles Dickens, Racconto di Due Città)

Come qualcuno di voi avrà visto dai miei commenti al precedente post, la settimana che si è appena conclusa è stata decisamente impegnativa dal punto di vista lavorativo. Per scelta in passato non ho parlato spesso di me, né di quello che faccio; così ho pensato di darvene un po' un'idea in questo post, in attesa di partire tra qualche giorno con lo speciale che avevo annunciato.

mercoledì 22 novembre 2017

Su di un Mondo Lontano una Moltitudine di Stelle

Sono passati ormai quattro mesi dalla chiusura di questo blog e tante sono le cose successe in questo arco di tempo. Ma a prescindere da ciò, mi sembra che da alcuni anni si sia ormai consolidata una specie di tradizione: ritornare qui il 22 novembre. Dopotutto per me è una ricorrenza, perché due anni fa è stato il giorno di apertura del blog e l'anno scorso quello della sua riapertura per la seconda stagione. Mi è quindi sembrata la data più indicata per presentare il mio nuovo libro, perciò ecco a voi:


Su di un lontano pianeta sta avendo luogo un importantissimo convegno scientifico, a cui partecipano tutte le razze intelligenti della galassia. Ma proprio tutte? In realtà no, perché ne manca una, e il motivo di questa assenza è che essa è proprio l’oggetto di studio di quel congresso.
Stiamo parlando ovviamente della razza umana, che è considerata il più grande mistero di tutto l'universo, tanto da essere, a sua completa insaputa, un irrinunciabile oggetto di studio da parte degli scienziati di ogni civiltà spaziale. I terrestri sono infatti diversi da tutti gli altri popoli che abitano la galassia, per una loro caratteristica unica e molto speciale, che viene rivelata per la prima volta proprio durante questo convegno.
Sono le EMOZIONI, un concetto talmente alieno che gli studiosi provenienti da ogni parte dell’universo hanno grande difficoltà anche solo a comprendere di cosa si tratti.
Rabbia, paura, disgusto, gioia, stupore, tristezza sono quindi i veri protagonisti dei racconti di questo libro, ripartito in sei sezioni per ognuna delle emozioni primarie. I racconti si pongono quindi l'intento di mostrare l'intero spettro di sfaccettature della personalità umana, perché sono proprio le emozioni alla base delle vicissitudini dei terrestri e delle loro storie, ambientate su quel mondo che è lontano una moltitudine di stelle.


Potete trovare il mio nuovo libro sia in formato cartaceo che in formato e-book, cliccando qui sulle parole oppure sull'immagine della copertina in alto a destra. E potete persino leggervene un'anteprima cliccando qui.

E il blog?, direte voi. Domanda più che legittima. Non ho cambiato idea rispetto quanto detto a luglio circa la chiusura di questo spazio. Ma è anche vero che avevo previsto di lasciare aperta la porta nel caso ci fosse stata l'occasione, come in questo caso. Per cui vi annuncio già che nel mese di dicembre uscirà una serie di post monotematici (sette in tutto), una sorta di "speciale" la cui modalità è già stata collaudata in precedenza; ovviamente senza dimenticare l'obbiettivo, che rimane poter presentare il mio libro. Per cui ci si risente presto!

domenica 23 luglio 2017

Scende il Sipario

"Non importa come entri nel palcoscenico della vita degli altri, l'importante é l'uscita di scena. Quindi prendi fiato, sorridi comunque sia andato lo spettacolo e fai il tuo inchino migliore. Ma soprattutto non concedere mai il bis a un pubblico che non lo merita." (Charlie Chaplin)


Alla fine è giunto il momento che cali il sipario su questo blog. Dopo 129 articoli, a cui si aggiungono i 100 guest-post pubblicati su 28 diversi blog (cioè un post a settimana per quattro anni...), ritengo sia giunta l’ora di smettere e ritirarmi definitivamente dall’attività di blogger, sia host che guest. Anche se forse in futuro potrei ancora pubblicare qualche aggiornamento in occasione dell’uscita dei miei prossimi libri… vedremo, non ho ancora deciso in proposito.

martedì 18 luglio 2017

Come si Conclude Calvin e Hobbes?

Calvin & Hobbes è un fumetto creato da Bill Watterson nel 1985 e pubblicato in strisce quotidiane apparse su numerosi giornali. Racconta di Calvin, un bambino pestifero e dalla fervida immaginazione, e del suo migliore amico, una tigre di nome Hobbes. A fare i conti con i due sono i genitori di Calvin, la sua anziana maestra, la sua babysitter Rosalyn e Susie, la ragazzina che scoccia di continuo.

venerdì 14 luglio 2017

Dizionario Minimo dello Scrittore

Autore (s.m.) - Persona che ritiene di aver realizzato un capolavoro.

Beta-reader (s.m.) - Il lettore beta ha il compito di dare al lettore alfa (vedi “Autore”) la propria opinione sul suo libro; prima però aspetta di avere il giudizio del lettore gamma, che a sua volta aspetta quello del lettore delta, e così via fino al lettore omega. Il lettore beta è insomma l'unico che possa salvare il mondo da un ennesimo capolavoro letterario.

Casa editrice (s.f.) - Associazione a delinquere volta alla confisca di quei guadagni che la vostra opera non vi avrebbe comunque fruttato.

Dante Alighieri (nome proprio m.) - Padre della lingua italiana; leggendo certi capolavori ci si rende conto che evidentemente molti figli devono essere stati diseredati.

Editor (s.m). - Persona che, grazie ai suoi studi, esperienze e capacità, è in grado di rovinare per sempre la vostra opera.

Fama (s.f.) - Traguardo dello scrittore; in genere i migliori la raggiungono dopo la morte.

Guadagno (s.m.) - 1. Cosa assolutamente trascurabile per l’autore, il quale essendo un artista vive d’arte, non ha quindi bisogno di mangiare, in quanto intellettuale è esentato da bollette, inoltre aborrisce volgarità quali il denaro.
2. Sinonimo di miraggio.

H (s.f.) - Cosa che non viene capita leggendo certi libri.

Immaginazione (s.f.) - Materia prima dello scrittore; il suo primo utilizzo è quello di immaginare la storia, il successivo di immaginarsi ricchi e famosi.

Lettore (s.m.) - Fruitore di opera letteraria, a cui bisognerebbe sempre ricordare che “chi sa fa, chi non sa insegna, chi non sa insegnare critica, chi non sa criticare scrive di ciò che non sa”.

Mitologia (s.f.) - Breviario minimo di mitologia dello scrittore. Omero: padre degli dei. Austen: dea dell’amore. Tolstoj: dio della guerra. Melville: dio del mare. Hemingway: dio della caccia. Bukowski: dio del vino. Christie: dea della morte. King: dio della prolissità. Artusi: dio della cucina.

Nocività (s.f.) - L’indice di nocività è un coefficiente che permette di stabilire la nocività del vostro libro. È possibile ottenerlo indicativamente mediante una semplice prova empirica: se mettendo una copia del vostro libro in mezzo a dei classici della letteratura, questi spontaneamente se ne allontanano, creando uno spazio vuoto attorno a esso, allora il vostro libro risulta nocivo alla letteratura.

Opera letteraria (s.f.) - Prodotto dell’ego di un autore o del suo riflusso gastroesofageo.

Pseudonimo (s.m.) - Nome fittizio usato da un autore quando ha sufficiente presenza di spirito da vergognarsi di ciò che ha scritto.

Q (s.f.) - Con questa lettera non mi veniva in mente niente da dire, ovvero lo stesso principio utilizzato anche da alcuni autori.

Revisionare (v.tr.) - Operazione che alla lunga porta a internamento presso struttura psichiatrica.

Show don’t tell (loc.) - Regola di scrittura ideata dai fratelli Lumiere.

Traduttore (s.m.) - Persona che storpierà significati e stilemi della vostra opera in una lingua che non comprendete e che di sovente nemmeno lui comprende del tutto.

UCAS (nome proprio m.) - L’Ufficio Complicazioni Affari Semplici è un ente senza fini di lucro che viene consultato da numerosi autori che intendono migliorare la trama del proprio libro.

Vattelapesca (s.f.) - Tecnica letteraria utilizzata per risolvere conflitti di coerenza all’interno della trama.

Zzz (s.m.) - Se leggendo il vostro libro il lettore emette questo suono non è un buon segno.

Marco Lazzara

domenica 9 luglio 2017

I Colori della Personalità (parte II)

Nel post precedente abbiamo parlato di alcuni concetti di psicosofia e abbiamo visto la suddivisione delle personalità che ne viene fatta sulla base dei sette colori dello spettro luminoso. Corrispondentemente io ho qui tracciato un profilo per quanto riguarda le caratteristiche di personalità degli scrittori (e che potrebbe anche essere adattato più in generale ai blogger).


mercoledì 5 luglio 2017

I Colori della Personalità (parte I)

Prima di iniziare, è doverosa una premessa: quanto leggerete è preso testualmente dal libro Bambini Indigo di Carolina Hehenkamp. Quanto ho scritto io sull'argomento uscirà nella seconda parte dell'articolo, che data la sua lunghezza ho dovuto suddividere.
In questo post verranno esaminati dei concetti di "psicologia alternativa" o, per meglio dire, di psicosofia. Il discorso deriva da una serie di riflessioni fatte a partire dagli anni Sessanta a proposito delle difficoltà educative riscontrate con alcuni bambini, definiti indigokinder (bambini indaco). Questi presentano delle evidenti difficoltà relazionali e comportamentali e per questa ragione sovente vengono etichettati come "problematici";  d'altra parte mostrano però anche un'empatia e una profondità sorprendente, considerando la loro giovane età.

domenica 2 luglio 2017

Saltando da una Scienza all'Altra

Il post di oggi forse è un po' sperimentale nella sua strutturazione. Si tratta di un insieme di curiosità, cose poco note o divertenti che provengono da diverse scienze, ma l'idea di base è quella di saltare da una scienza all'altra, anche se non in maniera del tutto priva di senso logico: ci sarà infatti un particolare, una connessione, che lega ognuno di questi fatti al successivo, in modo da dare una certa sequenzialità al tutto.

giovedì 29 giugno 2017

Un Fatto per Ogni Anno (parte II)

Continua questo viaggio anno per anno attraverso gli eventi della mia vita. In questo post siamo già arrivati nel Terzo Millennio.

2000 Dopo che una nostra animatrice ci avverte che guardare la partita in oratorio porta sfiga, io e i miei amici assistiamo sgomenti alla sconfitta dell’Italia alla finale degli europei.

2001 In uno spettacolo sul teatro dell’assurdo in cui recito viene usata la canzone Brain Damage, e così scopro i Pink Floyd, che da quel momento sarebbero diventati il mio gruppo preferito.


lunedì 26 giugno 2017

Un Fatto per Ogni Anno (parte I)

Questo post vuole essere un po' diverso dal solito: racconta infatti qualcosina di me, argomento su cui tendo a essere molto reticente. Il gioco funziona così (se poi qualcun altro lo volesse replicare): raccontare un fatto o un evento per ciascun anno della propria vita, scegliendolo come particolare o rappresentativo. Per ragioni di lunghezza io ho diviso questo post in due parti.

venerdì 23 giugno 2017

Viaggio Multimodale nelle Sinestesie (5/5): Finale

Veniamo dunque al gran finale di questi viaggi multimodali sinestetici. Abbiamo utilizzato quattro diversi modi: arte, letteratura, cinema, musica; in questa serie abbiamo visto un modo fatto passare attraverso le caratteristiche di un altro e vedendo le contaminazioni che si sono generate. Ora in questo post conclusivo faremo un processo ulteriore: cosa succede se un modo viene fatto passare attraverso lo stesso modo? Sarà possibile riuscirci? Vediamo.

martedì 20 giugno 2017

Viaggio Multimodale nelle Sinestesie (4/5): Musica

Siamo giunti al penultimo appuntamento con la serie dedicata alle sinestesie. Questa volta protagonista è la musica: come si tradurrà attraverso parole scritte e immagini, statiche e in movimento? A quali contaminazioni potrà dare luogo? Un suono può venire convertito in colori, parole, sensazioni?
A questo proposito, spesso la contaminazione sensoriale del fenomeno sinestetico avviene a senso unico: ad esempio, se una nota musicale viene vista come un colore, non è detto che vedendo quel colore la mente evochi proprio quella nota. Questa unidirezionalità è una delle caratteristiche della sinestesia percettiva.

sabato 17 giugno 2017

Viaggio Multimodale nelle Sinestesie (3/5): Cinema

Terzo appuntamento coi viaggi multimodali che hanno assunto un carattere sinestetico. Questa è la volta del Cinema, dove le immagini sono in movimento. Come si interfaccerà a immagini statiche, parole e musiche? Che contaminazioni ne risulteranno?
Un'esperienza sinestetica è composta da due elementi: l'evento induttore (inducer) e l'evento concorrente (concurrent); a ogni inducer corrisponde un preciso concurrent. Nella sinestesia percettiva l'inducer è uno stimolo percettivo, mentre nella sinestesia concettuale i concurrent sono prodotti dal pensare a un particolare concetto.

mercoledì 14 giugno 2017

Viaggio Multimodale nelle Sinestesie (2/5): Letteratura

In questo secondo appuntamento di contaminazioni sinestetiche passiamo a parlare di Letteratura. Leggiamo con gli occhi, ma visualizziamo la storia con gli occhi della mente. E se invece potessimo vedere e ascoltare le parole che leggiamo? Corrisponderebbero a ciò che avevamo creato con la nostra capacità immaginifica? E la musica, ci farebbe esperire le stesse emozioni?
A proposito di Letteratura, la sinestesia è anche una figura retorica. Eccone alcuni esempi: un colore freddo, un suono appiccicoso, un odore dolce...

domenica 11 giugno 2017

Viaggio Multimodale nelle Sinestesie (1/5): Arte

Con sinestesia si intende una trasmutazione sensoriale, ovvero quando la percezione di un senso diventa quella di un altro. Per esempio vedere i suoni, sentire il gusto dei colori, udire gli odori... In forma blanda è presente in molti individui, ed è dovuta al fatto che i nostri sensi, pur essendo autonomi, non agiscono in maniera del tutto distaccata dagli altri. Il fenomeno avviene per eccitazione dei neuroni del locuus ceruleus, che vengono stimolati dalle sensazioni percettive; in alcuni casi si verifica un po' come l'intasamento di un imbuto: il risultato è che il modo con cui viene percepito un senso finisce col travalicare quello di un altro.
In questa terza serie dei Viaggi Multimodali tenterò una specie di esperimento sinestetico: prenderò ciascuno dei modi usati nelle prime due serie e li farò passare attraverso un altro, vedendo quali contaminazioni vengono generate.

giovedì 8 giugno 2017

La Chimica dalla A alla Z (parte II)

Continuiamo dunque con questo secondo (e ultimo) post dedicato alle curiosità e ai lati divertenti della Chimica.

M come Mentos nella Coca Cola. L'anidride carbonica contenuta in una bevanda gassata è troppa per rimanervi tutta disciolta, per cui una parte si trova sotto forma di bollicine. Quando si sbatte una bottiglia le bolle si aggregano e se ne formano di più grandi, responsabili del getto di schiuma: il risultato è che gas e liquido si separano. Questo fenomeno, chiamato enucleazione, avviene anche quando le bolle incontrano una superficie rugosa o granulare come quella delle Mentos, perché riescono a trovare una superficie adatta per adsorbirsi: in questo modo si vanno a concentrare. Lo scioglimento della superficie della caramella amplifica il fenomeno, generando il getto di schiuma. Inoltre la copertura esterna delle Mentos è a base di gomma arabica, una sostanza che riduce la tensione superficiale tra la fase liquida e la superficie delle mentos, il che va ad amplificare ulteriormente il fenomeno. Inoltre la presenza di dolcificanti come l'aspartame, che mostrano proprietà tensioattive, intensifica ancora di più l'effetto (ovvero la Coca Cola Light è più efficace della comune Coca Cola).

lunedì 5 giugno 2017

La Chimica dalla A alla Z (parte I)

Come avrete visto, in questo periodo ho deciso di andare avanti con questa serie di post anticonvenzionali dedicata alla Chimica. L'articolo di questa settimana (diviso in due parti) ha come idea base quella di raccontare qualcosa di questa scienza seguendo una progressione alfabetica; volutamente si tratterà di cose curiose, poco note oppure divertenti sulla Chimica.

venerdì 2 giugno 2017

Chimica for Dummies

Mi rendo conto che nell’ultimo post ho tirato fuori un argomento piuttosto complesso dal punto di vista concettuale. La semiotica era il campo d’insegnamento di Umberto Eco. Il mio invece è principalmente la Chimica. La maggior parte dei miei studenti fa interventi intelligenti, ma mi capita anche di sentire delle autentiche bestialità. Per cui mi sono detto: perché non fare un post mettendo assieme le cose più cretine che ho sentito dire?

lunedì 29 maggio 2017

Eran Mestrizzi i Borogovi

"Un uomo che non capisce nulla di chimica potrebbe capire cosa significa H2O? Si renderebbe conto che quel simbolo potrebbe evocare l’immagine di un oceano?" 

Questa è una citazione del racconto Eran Mestrizzi i Borogovi di Lewis Padgett, pseudonimo dietro cui si nascondeva la coppia di scrittori Henry Kuttner e Catherine L. Moore, che stavano insieme non solo nella scrittura, ma anche nella vita. Il titolo è preso a sua volta dal Jabberwocky, una poesia nonsense presente nel romanzo di Lewis Carroll Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò.

venerdì 26 maggio 2017

Viaggio Multimodale nelle Scienze (4/4): Chimica

"La chimica è la scienza della materia e dei cambiamenti che può subire. Il mondo della chimica abbraccia quindi ogni materiale attorno a noi - le rocce su cui ci troviamo, il cibo che mangiamo, la carne di cui siamo fatti, e il silicio con cui sono costruiti i computer. Non vi è nulla di materiale al di là della portata della chimica, vivo o morto, vegetale o minerale, sulla Terra o in una stella lontana." (Peter Atkins e Loretta Jones)

La Chimica, la scienza più giovane. Deriva da un sapere molto antico, l’alchimia, tanto che i chimici possono essere considerati i discendenti intellettuali di maghi e alchimisti. Quella che però può davvero venire chiamata Chimica nasce nel 1789 col Traité Elémentaire de Chimie, scritto da Lavoisier (che ne può essere considerato il padre), che contiene il fondamentale principio che "nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma". 

martedì 23 maggio 2017

Viaggio Multimodale nelle Scienze (3/4): Biologia

"Mi piace definire la biologia come la storia della terra e di tutta la sua vita - passata, presente e futura. Capire la biologia è capire che tutta la vita è legata alla terra da cui proviene; è capire che il flusso della vita, che scorre da un lontano passato verso un futuro incerto, è in realtà una forza unificata, anche se composta da un infinito numero e varietà di vite separate." (Rachel Carson)

La Biologia, la scienza che ha spostato l’indagine dal mondo fisico agli organismi viventi. Nonostante sia una scienza piuttosto antica, il termine biologia è stato usato per la prima volta nel 1736 da Linneo, che ne potrebbe essere considerato il padre.

sabato 20 maggio 2017

Viaggio Multimodale nelle Scienze (2/4): Fisica

"Il compito supremo del fisico è la scoperta di leggi elementari il più generali possibile, da cui l'immagine-mondo possa venire logicamente dedotta. Però non esiste una maniera logica per scoprire queste leggi elementari. C'è solo il metodo dell'intuizione, aiutato da una sensibilità per l'ordine nascosto dietro le apparenze, e quest'affinità si sviluppa dall'esperienza." (Albert Einstein)

La Fisica, la prima dei figli della Matematica. In effetti la Fisica ha due mamme: l’altra è la Filosofia. I fisici sono di diritto i discendenti intellettuali dei filosofi dell'antica Grecia. Non a caso nel XX secolo si è cominciato a ragionare nella Fisica di cosa sia la realtà e della sua percezione: un ritorno alle origini.

mercoledì 17 maggio 2017

Viaggio Multimodale nelle Scienze (1/4): Matematica

"Era la matematica, la scienza non-empirica per eccellenza, in cui la mente sembra giocare solo con se stessa, che si rivelò essere la scienza delle scienze, svelando la chiave a quelle leggi della natura e dell'universo che sono nascoste dalle apparenze." (Hannah Arendt)

La Matematica, la madre di tutte le scienze. La prima, la più antica, la scienza alla base di tutte le altre. A proposito, vi siete mai chiesti perché la base del nostro sistema numerico sia proprio il 10? La risposta è davanti a voi: le mani. Abbiamo 10 dita in tutto e si inizia a contare e fare calcoli con le dita delle mani. Se invece avessimo avuto 4 dita per mano, allora la base del nostro sistema numerico sarebbe stato l’8: quindi invece di 10 avremmo scritto 12, invece di 32 avremmo scritto 40, e così via…

sabato 13 maggio 2017

Dalla Fiaba all'Horror

Prima di iniziare è necessaria una premessa, ovvero la differenza tra fiaba e favola: nelle fiabe i personaggi e gli ambienti sono fantastici, mentre nelle favole sono realistici; inoltre la favola è accompagnata dalla morale della storia (spesso sottintesa). Per semplicità qui userò unicamente il termine fiaba, anche quando si tratterrebbe in effetti di favola.

lunedì 8 maggio 2017

Ore d'Orrore IV - Le Prede (parte 3)

Ed ecco quindi la terza parte dell'articolo che va a chiudere questa quarta, improvvisa quanto inattesa, stagione di Ore d'Orrore.
In questo particolare appuntamento abbiamo spostato la nostra indagine dalle figure archetipiche dei mostri, i predatori, verso gli eroi delle storie di paura, le prede.
Abbiamo già visto le loro prime tre declinazioni archetipiche. Non resta che esaminare le rimanenti due, e in questo modo andremo finalmente a chiudere il cerchio...

mercoledì 3 maggio 2017

Ore d'Orrore IV - Le Prede (parte 2)

Ed ecco la seconda parte dell'articolo. Pensate: si tratta del quarantesimo post di questa rubrica, che va avanti da ben tre anni e mezzo!
In questo particolare appuntamento abbiamo spostato la nostra indagine sulle storie di paura dalle figure archetipiche dei mostri, i predatori, verso coloro che ne sono i veri protagonisti, ovvero le prede.
Anche per loro ci sono degli archetipi ricorrenti, con dei precisi significati, che andremo ora a esaminare...


sabato 29 aprile 2017

Ore d'Orrore IV - Le Prede (parte 1)

Immagino la vostra sorpresa: una nuova stagione di Ore d'Orrore? Ma la rubrica non era terminata?
Ebbene sì, il nostro percorso tra gli archetipi delle storie di paura si è concluso, ma il discorso è tutt'altro che completo: c'è infatti ancora un ultimo aspetto da considerare, e i post di quest'ultimo mese sono (anche) serviti a preparare il terreno per questo articolo molto particolare.
Un indizio era presente nell'ultimo di essi, che non a caso parlava ancora una volta della Paura...

mercoledì 26 aprile 2017

Viaggio Multimodale nelle Emozioni (6/6): Paura

"L'unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura stessa." (Franklin D. Roosevelt)

La paura è l’emozione che preserva dai pericoli: in poche parole, è essenziale per la sopravvivenza. È l’emozione delle storie del terrore: lo scopo è di preparare l’individuo a gestire la paura, condizione indispensabile a fronteggiare una situazione di pericolo.
Questa emozione è denotata dalla seguente espressione facciale: entrambe le sopracciglia alzate e sollevate, palpebre superiori alzate, palpebre inferiori tese, labbra leggermente allungate orizzontalmente verso le orecchie.
Non c'è esattamente un colore particolare associato alla paura. A volte viene indicato il blu (si dice infatti "avere una fifa blu"), altre il nero, che però in Occidente è considerato il colore del lutto (in Oriente invece è il bianco). Io sceglierei il nero, perché è il colore del buio, simbolo dell'ignoto, e ciò che non conosciamo è ciò che ci spaventa maggiormente. Un altro colore che penso potrebbe rappresentare la paura potrebbe essere il violetto.

domenica 23 aprile 2017

Viaggio Mutimodale nelle Emozioni (5/6): Stupore

"Chi non è più in grado di meravigliarsi, e non prova più stupore, è come morto, una candela spenta da un soffio." (Albert Einstein)

Lo stupore è l’emozione dell’apprendimento: ci si stupisce di fronte a cose nuove o che deviano dalle aspettative, che perciò verranno ricordate con maggiore facilità e delle quali verrà messo in moto un processo analitico. È l’emozione delle storie di genere: la fantascienza e il fantasy, che accendono la fantasia, e i gialli, che mettono in moto il ragionamento. Lo scopo è di dare all’emisfero sinistro del cervello (razionale) e a quello destro (emotivo) materiale su cui lavorare; hanno perciò una finalità intellettiva.
Questa emozione è denotata dalla seguente espressione facciale: sopracciglia sollevate, occhi spalancati, bocca aperta.
Non c'è un colore particolare che venga associato allo stupore, per cui mi piacerebbe proporre l'arancione.

giovedì 20 aprile 2017

Viaggio Multimodale nelle Emozioni (4/6): Disgusto

"La gente crede sempre che il sentimento più pericoloso sia la rabbia, invece è il disgusto il linguaggio dell'odio." (dal telefilm Lie to me)

Il disgusto preserva dalle malattie: una delle funzioni prime di olfatto e gusto è riconoscere la presenza di sostanze potenzialmente tossiche o nocive, in modo da tenersene alla larga. È l’emozione delle storie volgari oppure ritenute riprovevoli da un punto di vista ideologico. Lo scopo potrebbe forse essere quello di far riconoscere i limiti di accettazione di determinate situazioni, facendoci in questo modo comprendere meglio noi stessi.
Questa emozione è denotata dalla seguente espressione facciale: corrugamento del naso, sollevamento delle labbra superiori.
Non c'è un colore in particolare che venga associato al disgusto, per cui io suggerirei il verde. È vero che in genere il verde si associa all'invidia, ma del resto quando si è disgustati da qualcosa e viene la nausea, il colorito del viso diviene un po' verdognolo.

sabato 15 aprile 2017

Quando un Comico è più Autorerevole di un Dottore

CENTESIMO POST DEL BLOG!
Qualche tempo fa mi è capitata una cosa alquanto singolare, che mi ha fatto riflettere parecchio.
Da un po’ di anni partecipo al gruppo di lettura organizzato dalla biblioteca della mia città: ogni due lunedì ci incontriamo per leggere il passo di un libro che ognuno di noi ha scelto in relazione al tema deciso la volta precedente.
In uno dei passati incontri uno dei partecipanti ha portato il divertente libro di Giobbe Covatta A Nessuno Piace Caldo, una lettura in chiave comica del surriscaldamento globale, scritto allo scopo di sensibilizzare su questo tema. Nel passo che è stato letto, veniva citato l’ozono come gas serra. Al termine io ho quindi fatto notare che l’ozono in effetti non è un gas serra. C'è stato qualche scambio di battute e la cosa sembrava finita lì. Invece due giorni dopo ho incontrato di nuovo la persona che aveva letto quel brano, e mi sono sentito dire che secondo lui l’ozono è un gas serra, perché cercando su di un libro aveva trovato scritto che l’ozono è un gas buono [sic], mentre a bassa quota è nocivo. Perciò è un gas serra e io mi sbagliavo.

mercoledì 12 aprile 2017

Viaggio Multimodale nelle Emozioni (3/6): Gioia

"Io vivo appassionatamente la mia vita. Amo i suoi cambiamenti, il suo colore, i suoi movimenti. Saper parlare, vedere, udire, camminare, avere la musica e la pittura. Tutto questo è un miracolo! Tutto questo è gioia!" (Arthur Rubinstein)

La gioia è correlata alle situazioni che funzionano, un costante riferimento a ciò che è meglio fare, perché tendenzialmente si cerca di ripetere le cose che fanno sentire bene. È l’emozione della commedia. Ridere fa bene perché innesca dei meccanismi fisiologici che hanno un effetto benefico sulla salute. Lo scopo è dunque di carattere salutistico.
Questa emozione è denotata dalla seguente espressione facciale: corrugamento delle zampe di gallina, guance sollevate, movimento dei muscoli orbitali. Questo è il vero sorriso, diverso da quello falso o da quello di circostanza.
Di norma non c'è un colore associato alla gioia, ma credo vi troverete d'accordo con me sul giallo, un colore solare che indica luminosità e vitalità.

domenica 9 aprile 2017

Viaggio Multimodale nelle Emozioni (2/6): Tristezza

"Sorridi anche se il tuo sorriso è triste, perché più triste di un sorriso triste c’è la tristezza di non saper sorridere." (Jim Morrison)

La tristezza, che viene spesso svilita, porta invece all’introspezione, quindi a fare un lavoro su se stessi in modo da riconoscere le proprie attitudini. È l’emozione della tragedia: porta all’introspezione e la tragedia classica aveva infatti una finalità catartica, volta alla risoluzione di conflitti interiori. Lo scopo è dunque purificatorio per la psiche dell'individuo.
Questa emozione è denotata dalla seguente espressione facciale: palpebre superiori cadenti, occhi vitrei, lieve abbassamento degli angoli delle labbra.
Il colore che viene associato alla tristezza è il blu. In inglese "feeling blue" significa "sentirsi tristi"; il blues è, per l'appunto, la musica della tristezza.

giovedì 6 aprile 2017

Viaggio Multimodale nelle Emozioni (1/6): Rabbia

"Ero arrabbiato con il mio amico: glielo dissi, e la rabbia finì. Ero arrabbiato con il nemico: non ne parlai, e la rabbia crebbe." (William Blake)

La rabbia, l’emozione più riconoscibile, indica la presenza di un problema, di qualcosa che non va. Intendendola nel senso di passione, è l’emozione delle storie d'avventura, comprese le avventure amorose. Lo scopo è di accendere passioni affinché possano venire replicate.
Questa emozione è denotata dalla seguente espressione facciale: entrambe le sopracciglia dirette verso il basso, occhi truci, serrarsi delle labbra.
Il colore della rabbia è senz'altro il rosso. A livello psicofisiologico la rabbia si manifesta con un'accelerazione del battito cardiaco, un aumento della pressione arteriosa e l'irrorazione dei vasi sanguigni periferici: tutto questo porta a un arrossamento del viso.

sabato 1 aprile 2017

Ci Avviamo verso la Conclusione?

Siamo dunque giunti alla fase conclusiva del blog Arcani. Con quanto realizzato in questi mesi, ritengo di aver ultimato i discorsi che avevo lasciato in sospeso, per cui il blog ha ormai assolto alla sua funzione. Ma non è ancora venuto il momento di salutarci, perché prima della chiusura sono in programma ancora degli altri articoli.
A dire il vero mi sarebbe piaciuto chiudere il blog con il centesimo post, dato che 100 è il numero di racconti di Guerra e Pace sul Retro di una Cartolina. Visto però che nelle scorse settimane sono nati dei buoni spunti per parecchi altri articoli (compreso un ciclo di sei post che penso sarà interessante), che potrebbero ulteriormente espandere quanto già trattato, ho deciso di andare avanti ancora per qualche tempo. Non credo che questa notizia farà sobbalzare la blogosfera, ma sia come sia per un po' si continua con questo blog.

sabato 25 marzo 2017

Ore d'Orrore III - La Paura (parte 3)

Ben ritrovati, cari amici del terrore, per il nostro ultimo appuntamento. Dopo quasi quaranta post, è giunto il tempo che cali il sipario sulla rubrica Ore d'Orrore.
La mia bella assistente Vulnavia è davvero inconsolabile: pensate che ho persino dovuto darle l'aumento!
Oggi concludiamo il nostro discorso con un'analisi moderna degli archetipi dell'orrore, legata alla società attuale, in cui vedremo che le storie dell'orrore hanno tanto su cui far riflettere, alla faccia dei benpensanti...

lunedì 20 marzo 2017

Ore d'Orrore III - La Paura (parte 2)

Ben ritrovati ancora una volta, cari amici del terrore e del raccapriccio, nel mio spaventoso laboratorio.
La volta scorsa abbiamo iniziato a esaminare i meccanismi che stanno dietro alle storie di paura. Oggi, dopo tre anni passati a raccontare dei personaggi delle storie dell'orrore, è infine giunto il momento di togliere a tutti quanti loro la maschera, in modo da vederli per ciò che sono veramente e capire quindi il loro significato simbolico...

mercoledì 15 marzo 2017

Ore d'Orrore III - La Paura (parte 1)

Bentornati, cari amici del terrore, e benvenuti all'ultimo episodio della rubrica Ore d'Orrore. Siete pronti per il gran finale?
In questo specialissimo articolo, diverso da tutti gli altri che l'hanno preceduto, potremo finalmente tirare le fila di un discorso andato avanti per ben tre anni, e che giunge qui alla sua conclusione.
Prima di iniziare è però necessario fare alcune indispensabili premesse, le quali sono per l'appunto l'argomento di oggi...

sabato 11 marzo 2017

Buckethead

Ho sempre creduto che il musicista più prolifico in assoluto fosse stato Frank Zappa: dall’inizio della sua carriera fino al momento della sua morte (1966-1993) si può stimare che abbia pubblicato almeno due dischi l’anno, tra inediti e live (molti dei quali doppi o tripli), senza contare anche il numeroso materiale uscito postumo. Oppure il bluesman John Lee Hooker, che in 40 anni di carriera ha pubblicato almeno un'ottantina di dischi.
Ma questo è niente in confronto a Buckethead, che in 25 anni ha pubblicato ben 275 dischi, a cui si aggiungono 6 album pubblicati col nome di Death Cube K e quasi 70 in collaborazione con altri artisti, comprese le colonne sonore per molti film. Sostanzialmente si tratta di circa un disco al mese per 25 anni. Per dire, solo a ottobre del 2015 ha pubblicato 30 album, uno per ogni giorno precedente Halloween (e 118 in tutto l'anno, praticamente uno ogni 3 giorni). Contando solo i suoi album da solista si parla di 150 ore di musica.
Come esempio potete ascoltarvi una delle sue canzoni più famose, Jordan.


martedì 7 marzo 2017

Milli Vanilli

Mi capita di frequente di ricorrere a espressioni un po' démodé (eccone una, per esempio), quali per esempio fuffa oppure "sedersi in pizzo (cioè in punta) alla sedia" o l'avverbio onde. Qualche volta ricorro anche all'espressione "falso come Milli Vanilli", che sta a indicare un qualcosa di farlocco. L'avevate mai sentito questo modo di dire? Si usava una ventina d'anni fa, anche se di tanto in tanto, specie negli USA, viene ancora tirato fuori. La sua origine è piuttosto curiosa.
I Milli Vanilli sono stati un duo pop tedesco composto da Fab Morvan e Rob Pilatus, e creato dal produttore discografico Frank Farian. L'album d'esordio All or Nothing ebbe un grandissimo successo, valendo loro nel 1990 il Grammy Award come “Best New Artist”. Il gruppo vendette oltre 30 milioni di singoli e 14 milioni di album, divenendo così uno dei più importanti gruppi pop dei primi anni Novanta.

venerdì 3 marzo 2017

Uno Spirito sulla Scalinata per il Paradiso

L'argomento del post di oggi è una delle canzoni più famose della musica rock, su cui ci sono tantissime piccole e grandi curiosità da raccontare: Stairway to Heaven dei Led Zeppelin.



mercoledì 1 marzo 2017

Sezione IV - I Racconti dell'Incredibile

Il seme di Coppe, corrispondente a quello di Cuori, rappresenta l'amore e la gioia, la vitalità; indica perciò passioni e sentimento. Gli è attribuito il simbolo dell'Acqua.


mercoledì 22 febbraio 2017

Ore d'Orrore III - Demoni (parte 4)

Ben ritrovati, esseri raccapriccianti. Vulnavia, la mia bella assistente, ne ha combinata un'altra: ha infatti inavvertitamente evocato Astarotteh, il demone pasticcione. Non vi dico in che condizioni è ridotto il mio povero laboratorio!
Mentre cerco di ricordarmi la formula da usare per rispedirlo negli Inferi (mi pare che le arcane parole del rito comincino con "mavaff..."), possiamo concludere il nostro discorso sui demoni, esaminandoli ora da un punto di vista più scientifico...

sabato 18 febbraio 2017

Ore d'Orrore III - Demoni (parte 3)

Ben ritrovati, miei cari indemoniati. Oggi continuiamo il nostro discorso sul Diavolo. Ma intanto che ne dite se metto su un po' di musica? In questa compilation ci sono: Sympathy for the Devil, Demon's Eye, Highway to Hell, Runnin' with the Devil, Hell's Bells, Demon's Kiss, The Number of the Beast. Niente male, vero?
Se vi ricordate, nella seconda stagione avevamo parlato del sabba. Questa volta sposteremo la nostra attenzione su evocazioni, patti, rituali vari ed esorcismi...

martedì 14 febbraio 2017

Ore d'Orrore III - Demoni (parte 2)

Ben ritrovate, care anime dannate. In questi giorni c'è stato un po' di trambusto in laboratorio: Vulnavia, la mia bella assistente, ha un diavolo per capello. Il suo ultimo spasimante, un demone minore, le ha proposto un patto: eterna giovinezza in cambio della sua anima. Allora Vulnavia gli ha proposto un patto ancora più subdolo: il matrimonio. Così quello ha preferito tornarsene all'Inferno.
Voi invece fate molta attenzione, perché oggi parleremo del Principe delle Tenebre in persona: il Diavolo!

venerdì 10 febbraio 2017

Ore d'Orrore III - Demoni (parte 1)

Ben ritrovati ancora una volta, miei cari spiritelli porcelli. Il vostro dottore è come sempre lieto di ospitarvi nel suo lugubre laboratorio. Datemi solo il tempo di innaffiare la mia pianta carnivora gigante e sono subito da voi.
Allora, come state? L'ultima volta abbiamo fatto una vera e propria indigestione di mostri, vero? Questa volta parleremo invece di cose molto molto cattive... Preparatevi, perché è scoccata l'ora dei demoni!

martedì 7 febbraio 2017

Dentro l'Armadio del Babau c'è Stephen King...

"L'ultimo uomo sulla terra sedeva solo in una stanza. Qualcuno bussò alla porta."
Lo conoscevate questo miniracconto di sole 14 parole di Stephen King? Una volta un giornalista gli aveva domandato ironicamente se sapesse anche scrivere storie brevi, essendo lui famoso per la sua prolissità, così King aveva risposto piccato improvvisando questo racconto, lasciando ammirati i presenti.
Adesso leggete questo miniracconto di Thomas Bailey Aldrich che risale al 1904:
“Una donna sta seduta sola in casa. Sa che nel mondo non c’è più nessuno: tutti gli altri esseri umani sono morti. Bussano alla porta.”
A volte a un autore capita di prendere spunto oppure omaggiare lavori di altri (l'ho fatto anch'io) come capita inconsapevolmente di ideare una trama che ricorda molto quella di un altro racconto (è successo anche a me): questo perché quando si scrive, partendo da una certa serie di dati iniziali, si entra in un pattern di ragionamenti e riflessioni che porta inevitabilmente verso una certa direzione, a cui più persone dotate della stessa forma mentis e dello stesso backgroud culturale possono arrivare.
Stephen King è uno degli autori che da sempre ho maggiormente apprezzato; ciò non toglie però che, come nel caso appena citato, si sia spesso appropriato di idee altrui spacciandole per sue originali. Vediamo quali.

venerdì 3 febbraio 2017

Leggende Assassine al Femminile

Avendo scritto in questi mesi di fantasmi, mostri e leggende metropolitane, mi sono soffermato a esaminare il folklore proveniente da diverse parti del mondo; mi sono così imbattuto in alcune figure piuttosto interessanti, tali da essere meritevoli di un approfondimento con un post apposito. Il filo conduttore che le lega è quello della femminilità, vista nelle sue svariate declinazioni: la bambina, la fanciulla, la donna, la madre.

mercoledì 1 febbraio 2017

Sezione III - I Racconti del Terrore

Il seme di Spade, corrispondente a quello di Picche, rappresenta in genere l'autorità, attraverso legge e giustizia; è espressione di coraggio, aggressione, ambizione. Gli è attribuito il simbolo dell'Aria.