domenica 24 gennaio 2016

Molti di Noi Sono Tristi

"Molti di noi sono tristi
Ma nessuno lo mostra
Sono stato l'ombra di me stesso
Come potevo saperlo?"
(Glenn Frey, Most of Us Are Sad)


Lungi da me trasformare questo blog in una pagina del necrologio, ma non potevo non ignorare la notizia della morte di Glenn Frey, che mi ha colpito al cuore anche più di quella di David Bowie. Non sapevo nemmeno che fosse malato di artrite reumatoide, una malattia terribile, specie per un musicista. Questo gennaio sembra proprio volersi portare via una persona ammirata dietro l'altra. In genere non pubblico post fuori programma, tantomeno due in un giorno, per cui oggi faccio proprio un'eccezione, mentre da domani si riprende con l'articolo in programmazione.

Vedete, gli Eagles sono una delle mie band preferite (a differenza del buon Drugo Lebowski che non li sopporta), da quando l'estate dopo la maturità ho recuperato il loro Greatest Hits: da lì, lungo gli anni dell'università, ho poi acquistato tutti i loro album, che ancora oggi ascolto di continuo, come faccio con quelli dei Pink Floyd e dei Dire Straits.
Sì, indubbiamente molti di noi sono tristi, io lo sono di sicuro, immagino alcuni intenti ad ascoltare le sue canzoni in un tributo personale e privato; ecco perché ho pensato che alcune parole dello stesso Glenn Frey sarebbero state adatte:

"Seduto vicino a una finestra appannata, a fissare la pioggia battente
Che cade giù come lacrime solitarie, memorie di un vano amore
Queste giornate nuvolose ti fanno venir voglia di piangere
Ti si spezza il cuore quando qualcuno ti lascia e non sai perché
[...]
Credo nelle seconde opportunità, credo anche negli angeli
Credo in nuovi amori, piccola, credo in te
Queste giornate nuvolose stanno per terminare
E non aver paura di innamorarti ancora"
(Glenn Frey, No More Cloudy Days)

8 commenti:

  1. Un gruppo la cui storia rasenta la mitologia. A differenza di molti altri artisti gli Eagles, non so come spiegarlo (*), mi sempre sembrati inavvicinabili.
    (*) I can't tell you why

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    1. Mah, forse perché sono americani, legati a una tradizione molto americana.

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  2. Mi colpisce il fatto che non ne abbia parlato quasi nessuno. È davvero un peccato, ci sono affezionata agli Eagles per diverse ragioni, No more Cloudy Days è stupenda, ma Hotel Calfornia e Doolin Dalton per me sono tra le canzoni che portano più ricordi con loro, bellissimi e allo stesso tempo lontani e impossibili da riavere indietro...

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    1. Avevo comprato Hotel California da Ricordi (quando era Ricordi non Feltrinelli) quando ero al primo anno di università e che al pomeriggio quel giorno aveva dato l'esame di inglese.

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    2. Io lo rubai a mio padre in vece, lo metteva in macchina ogni tanto e non riuscivo mai a sentirlo tutto. Così un giorno lo presi e (insieme ad altri) me lo portai in camera. Ma alcune loro canzoni invece le cantavamo e suonavamo al Valentino o ai giardini reali io e dei miei amici dopo scuola o università. E poi alla fine ognuno ha preso la sua strada e di quei pomeriggi non rimane che un ricordo :)

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    3. Le canzoni che amiamo si legano così indissolubilmente ai ricordi da renderli ancora più forti e a loro volta ci fanno amare ancora di più quelle canzoni.

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  3. Vi ricordo anche le hits successive, tra le quali You Belong To The City, un brano che adoro! Brutto periodo, brutto...

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    1. You Belong to the City è la canzone di Frrey che preferisco. La versione live nel Farewell Tour con un assolo di Walsh alla chitarra era spettacolare. :)

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