lunedì 14 dicembre 2015

Ore d’Orrore II – Zombie (parte 1)

Ben ritrovati, cari nosferatu... Ve l’avevo detto che prima o poi ci saremmo rivisti. Il vostro Dottor χ è qui con voi per una nuova, terrificante, stagione di Ore d’Orrore. Dopo esserci occupati di vampiri, scienziati pazzi, lupi mannari e mummie, incontreremo altri quattro archetipi dell'orrore.
Quest’oggi inizieremo col parlare di un personaggio molto interessante, di cui scopriremo i segreti. Sbarrate porte e finestre, perché il vostro amato dottore sta per parlarvi di zombie!



Ore d’Orrore
“Ci sono molte buone ragioni per avere paura del buio”

“Quando non ci sarà più posto all’inferno, i morti cammineranno sulla terra” (dal film Zombie)

Morti Viventi
Nel corso dei secoli il folklore di diversi parti del mondo ha raccontato sovente di creature tornate in vita dopo essere morte. La dizione di morti viventi comprende anche i vampiri, per cui spesso il riferimento è a esseri assimilabili al moderno vampiro.
Secondo la mitologia romana, gli strigoi erano anime di persone morte senz’aver mai contratto matrimonio, e che per questa ragione tornavano in vita. Avevano capelli rossi e occhi azzurri e potevano trasformarsi in animali, per esempio gufi. Un modo per proteggersi da loro era l’uso di corone d’aglio, quindi sono stati anche precursori di alcuni aspetti delle leggende sui vampiri.
In Scandinavia si raccontava dei gjenganger, cadaveri animati tornati dalla morte per infondere paura e attaccare i viventi. Erano il risultato di atti violenti quali suicidio oppure omicidio o assassinio; a seconda delle versioni, tornavano in vita per chiedere l’aiuto dei viventi in modo da trovare la pace oppure per portare terrore e morte grazie al loro tocco, che trasmetteva una malattia mortale. Altro mito era quello dei draugr, esseri tornati in vita per attaccare e cibarsi dei viventi o succhiarne il sangue. Erano dotati di resistenza sovraumana, potevano accrescere le proprie dimensioni a piacimento ed erano accompagnati da un terribile fetore di decomposizione.
Nel Medioevo era credenza comune l’esistenza dei ritornanti, persone che tornavano in vita dopo la morte per cacciare i viventi. In genere questo avveniva per vendicarsi di un crimine commesso contro di loro quand’erano in vita, spesso l’omicidio. Il loro aspetto era quello di cadaveri disseccati o di scheletri.

Zombie
Si ritiene che la radice etimologica della parola zombie sia comune a quella di due parole del linguaggio congolese: nzambi, cioè dio, e zumbi, feticcio; più in generale si tratta di termini generici per indicare uno spirito divino. Si ritiene abbia la stessa derivazione anche il jumbee, un essere non-morto, spesso di natura incorporea, presente nel folklore dei Caraibi inglesi. Anche nelle Indie Francesi col termine zombie si intende più in generale uno spirito.
L’idea di zombie “corporei” era invece presente in alcune culture del Sudafrica, dove venivano chiamati xidachane nella lingua Sotho e maduxwane nella lingua Venda. In alcuni posti si riteneva che un cadavere potesse essere trasformato in zombie persino da un bambino, in altre che fossero delle streghe, dopo aver ucciso e posseduto il corpo delle proprie vittime, in modo da trasformarle in lavoratori schiavi.
Secondo la maggior parte degli studiosi, le credenze a proposito degli zombie hanno dunque origine dalla cultura africana e furono importate ad Haiti da schiavi africani, i quali credevano che la divinità del vudù, il Baron Samedi, li avrebbe liberati dalla tomba per riportarli a un aldilà paradisiaco situato in Africa (Guinea); questo sempre che non lo avessero offeso in qualche modo: in tal caso sarebbero rimasti per sempre degli schiavi, sotto forma di zombie.
Secondo altri studiosi, queste credenze deriverebbero invece dalle pratiche sciamaniche del popolo Taino (la prima popolazione amerindia dei Caraibi, oggi estinta), in base a quanto riportato negli scritti del monaco Ramón Pané, un compagno di Cristoforo Colombo.
Secondo le credenze popolari di Haiti, alcuni stregoni (bokor) sarebbero in grado di catturare una parte dell'anima di una persona (detta il piccolo angelo guardiano), imprigionandola in una bottiglia. Dopo la sua morte e sepoltura, i bokor esumavano il cadavere, e passandogli sotto il naso la bottiglia contenente il suo piccolo angelo guardiano, erano in grado di farlo risvegliare e controllarlo a piacimento. A questo punto rimaneva al servizio del bokor come schiavo finché questo non decideva di liberarlo. Secondo alcune tradizioni, se lo zombie avesse assaggiato del sale, avrebbe ripreso coscienza e la fattura sarebbe stata spezzata. Si diceva inoltre che se uno zombie avesse visto l’oceano, la sua mente sarebbe ritornata e sarebbe stato libero dalla maledizione. Distruggere lo zombie non ha lo scopo di uccidere la persona, bensì di liberarla dalla sua condizione di schiavo. I bokor avevano anche il potere di catturare una parte dell’anima di una persona in modo da accrescere i propri poteri: di norma le vendevano ai clienti in bottiglie decorate in maniera speciale.
La diffusione di questi miti a livello globale è iniziata a seguito dell’occupazione di Haiti da parte degli USA all’inizio del XX secolo, quando una serie di casi di presunti zombie hanno cominciato a far notizia. Anzi, probabilmente è anche all’origine del folklore relativo alle mummie egiziane che tornano in vita (quando fino ad allora erano solo ritenute portatrici di sventura per chi ne disturbasse il riposo), segno che le figure dell’horror si sono influenzate a vicenda.

George Romero
Quando nel 1968 uscì il film di George Romero La Notte dei Morti Viventi venne definita la moderna concezione dello zombie, che si discosta grandemente dal classico zombie haitiano. Questo è infatti una creatura singola, riportato in vita dalla magia di uno stregone per divenire un lavoratore schiavo; nella concezione di Romero, gli zombie si muovono in gruppo, sono mostri dediti a un feroce cannibalismo, la loro condizione è trasmissibile attraverso il morso e la spiegazione data del fenomeno è di tipo scientifico. Quali sono stati dunque i passaggi che hanno portato dal tradizionale zombie haitiano a quello moderno?
Nel romanzo di Richard Matheson Io Sono Leggenda, l’intera popolazione mondiale si è trasformata in vampiri a seguito di un contagio virale, tranne il protagonista: l’horror classico è ribaltato, in quanto in un mondo di mostri, è l’unico essere umano a essere il diverso, e quindi il mostro.
Romero ne prese ispirazione, cambiando però gli astuti vampiri del romanzo in esseri privi di intelligenza e spinti unicamente dal desiderio di mangiare carne umana dei viventi; invece di un uomo solo contro il resto del mondo, Romero mise la popolazione vivente a fronteggiare gruppi crescenti di zombie. Ancora, esattamente come il vampirismo viene trasmesso attraverso il morso, Romero aggiunge questo particolare anche agli zombie, ulteriore dimostrazione che le figure dell’horror si sono influenzate l’una con l’altra.
Il ghoul o ghul, è una figura appartenente al folklore arabo, le cui origini sono precedenti all'avvento dell'islam. La descrizione che ne viene data è spesso contraddittoria. Nelle storie preislamiche e islamiche è generalmente un jinn, un’entità a metà strada tra uomini e demoni, e capace di mutare la propria forma, ma a differenza del classico jinn, il ghul è esclusivamente di sesso femminile, abita nei deserti e aggredisce i viaggiatori. Nel racconto Storia di Sidi-Nouman, appartenente al corpus de Le Mille e una Notte, il ghul viene invece presentato come un mostro che dissotterra cadaveri dai cimiteri per cibarsene, e questa sua caratteristica cannibalistica venne ripresa poi dagli autori successivi, fino in occidente.
Romero ha quindi cambiato le caratteristiche dello zombie, fino a quel momento semplicemente uno schiavo sottoposto alla volontà del suo creatore, sovrapponendole con quelle dei vampiri del romanzo di Matheson e con il ghoul mangiatore di cadaveri, generando così il moderno zombie cannibale.


Per oggi è tutto, creature della notte. Il vostro dottore vi dà appuntamento a fra tre giorni per la seconda parte dell’articolo, dove esamineremo gli zombie da un punto di vista più scientifico...

8 commenti:

  1. Sono contento che hai trovato il modo per sopperire all'inaffidabilità del sottoscritto ^_^
    Un gran bel viaggio nell'unoverso zombesco... non posso fare a meno di notare che non hai perso lo smalto!
    Ma quindi questo blog non è solo arcani?

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    1. Questo blog avrà tanti contenuti, di diversi ambiti. Basta avere la curiosità di volerli leggere.

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  2. Fantastico! Conoscevo la parte relativa a Romero, ma hai fornito preziosissime informazioni (ignoravo tutto il resto :D)
    Mi sono dilettata di recente con la serie iZombie, assai trash, ma assolutamente divertente :D

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    1. L'avevo promesso da parecchio questo articolo, no? :)

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  3. Sui bokor che rubano l'anima avevo letto articolo su un almanacco di Dylan Dog, nel quale si spiegava che in realtà lo stato di zombie era dovuto alla assunzione di forti droghe che facevano perdere la volontà alla persona.

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    1. Ne parlo nella terza parte dell'articolo, che uscirà domani.

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    2. In effetti no, è nella parte centrale del post. :)

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