martedì 29 dicembre 2015

A Cosa Serve un Neutrino?

I neutrini sono delle particelle subatomiche, più piccoli di elettroni e quark. Ne esistono di tre tipi: i neutrini elettronici, tauonici e muonici. Vengono prodotti a seguito di alcuni processi nucleari: per esempio, durante la fusione nucleare dell’idrogeno (il processo con cui il sole e le altre stelle emettono energia) viene liberato un neutrino (elettronico).
Una cosa molto particolare di queste particelle è che sono in grado di attraversare la materia ordinaria, quasi come se fossero dei fantasmi. Esistono dei nuclidi (molto pochi, per la verità) in grado di catturare neutrini: a seguito di questo processo, l’elemento chimico si converte in un altro e vengono emessi elettroni.
I neutrini hanno avuto un picco di popolarità nel 2011, quando l’allora Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, comunicando il risultato ottenuto dai ricercatori dell’INFN del Gran Sasso, fece una clamorosa gaffe parlando di un fantomatico tunnel sotterraneo che collegava il CERN di Ginevra al Gran Sasso, attraverso cui viaggiavano i neutrini. In realtà il tunnel è puramente ideale, nel senso che nell’esperimento un fascio di neutrini era stato inviato dal CERN al Gran Sasso viaggiando sottoterra alla profondità di 3 chilometri (come detto, i neutrini attraversano la materia); all’INFN ne era stata misurata la velocità, constatata superiore a quella della luce (risultato successivamente disconfermato da un più accurato controllo dei percorsi dei segnali GPS).
“Alla costruzione del tunnel tra il CERN ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro” (Ufficio Stampa del Ministro Gelmini, Roma, 23 settembre 2011). La dichiarazione è stata poi smentita il giorno successivo con un secondo comunicato: "Il tunnel di cui si parla nel comunicato di ieri, non è per nessuna ragione intendibile come un tunnel che collega materialmente Ginevra con il Gran Sasso".


All’epoca si scatenò l’ironia generale: geniale quella di Maurizio Crozza a proposito di “un’autostrada per neutrini”. Molti ne hanno approfittato (marciandoci anche sopra), per sottolineare l’inadeguatezza dei nostri politici, colpevoli non solo di ignoranza, ma anche di disinteresse nei confronti della cultura.
A questo proposito, ricordo un episodio molto indicativo. In quel periodo Geppi Cucciari, che conduceva un programma su La7, contattò telefonicamente Margherita Hack per chiederle di spiegare in diretta cosa fossero i neutrini. Per inciso: la Hack, scomparsa due anni orsono, era una ricercatrice molto stimata a livello internazionale, capace di spiegare con successo l’astrofisica anche ai bambini.
La Hack cominciò allora a dire grosso modo le stesse cose che ho detto io a inizio articolo. Bastano pochi momenti di spiegazione e la faccia di Geppi Cucciari è già tutto un programma (“Ma che è ’sta roba?” sembra dire la sua espressione); dopo appena trenta secondi interrompe la Hack per la domanda che evidentemente le premeva, ovvero: “Ma a cosa servono questi neutrini?”. La povera Hack prova a rispondere: “Beh, a niente, ma...”.
E – credetemi - alla Hack viene buttato giù il telefono in faccia.
La cultura (qualunque essa sia) non è scontata, non è facile, richiede fatica: non a caso apprendimento contiene la stessa radice etimologica di apprensione. Ma vale sempre la pena di compiere lo sforzo.
Vorrei allora provare a completare io quella che la povera Margherita Hack avrebbe voluto dire, se non fosse stata interrotta in maniera tanto sgarbata: a cosa serve un neutrino?

Siamo alla fine del XIX secolo. Dopo una conferenza, un membro del Parlamento inglese chiese a Micheal Faraday a cosa servissero i suoi begli esperimenti sull'elettricità. Faraday replicò: “A cosa serve un bambino appena nato?”
Risposta: a nulla.
Ma il bambino è l’adulto di domani, per cui l’apprendimento e la formazione hanno un’importanza capitale: il seme di oggi è la pianta di domani. Gli esperimenti di Faraday di allora sono l’industria elettrica di oggi.
A cosa serve una poesia di Gozzano, un quadro di Munch o una novella di Pirandello?
Non servono a nulla: viviamo lo stesso senza di esse, non sono necessarie alla nostra sopravvivenza. Ma forse che questo le rende inutili?
A cosa serve un neutrino? Esso è una parte del mondo che ci circonda, uno dei molti tasselli per comprendere la realtà attorno a noi. A cosa serve un mattone della nostra casa? A nulla, ne possiamo fare a meno, la casa resterà ugualmente in piedi, ma esso ne è comunque una parte, e assieme agli altri mattoni ne costituisce le fondamenta. Forse alcune cose non hanno un’applicazione pratica, né mai la avranno, ma sono ugualmente importanti: la cultura, qualunque ambito riguardi, apre la mente, fa riflettere su nuove possibilità, stimola il pensiero divergente, eleva lo spirito.

A cosa serve dunque un neutrino? Serve a molte, molte cose...

5 commenti:

  1. Boh, io son dell'idea che servirà... e magari non sempre sarà un bene -_- Intendo dire, più seriamente, che spesso ciò che in potenza dovrebbe innalzare l'uomo (LA Conoscenza, tutta in definitiva) alla mercé dei soliti noti si trasforma in qualcosa di pericoloso o negativo. Non c'entrano i soli neutrini, purtroppo...
    Ricordo perfettamente l'episodio della Gelmini, mentre non ero a conoscenza del successivo: non c'è da sperare che si trattasse d un siparietto tra Geppi e Margherita? o.O

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    1. Eh, temo di no... Non sembrava preparato.
      Quanto ai neutrini, a me viene in mente questo.
      Se preparassi un chemioterapico contenente atomi di cloro-37 e venisse assorbito da una cellula tumorale, questi poi catturerebbero neutrini, rilasciando elettroni che potrebbero ucciderla.
      Questa terapia la si fa in altra maniera con i neutroni: è abbastanza efficace, ma i neutroni causano comunque danni ai tessuti. I neutrini sarebbero invece più sicuri.
      Dove sono i limiti di questa mia idea? Intanto non so l'efficacia degli elettroni, ma soprattutto produrre neutrini non è così facile: ci vuole per esempio la fusione nucleare dell'idrogeno, non semplice da realizzare in un piccolo reattore ospedaliero.
      Per l'altro discorso che facevi: io sono dell'idea che le cose (conoscenza compresa) non sia nè buona nè cattiva. Buono o cattivo è l'uso che facciamo di esse.

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    2. Intendevo proprio quello che hai scritto, sull'uso :P Devo anche riconoscere che non ho grande fiducia nell'uomo!

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  2. Il neutrino è un argomento che non affascina la massa. Nelle trasmissioni e documentari scientifici è sempre trattato in maniera marginale

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    1. Probabilmente perché se ne sa davvero poco. E' anche vero però che dipende dal come vengono trattate le cose: il bravo divulgatore deve essere capace di non annoiare, ma al contempo di non trasformare il tutto in una carnevalata.

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